VITA DI HU

Crescere in un monastero tibetano ha i suoi vantaggi.
Ti mancano i termini di paragone con quella che il resto del mondo, lontano dai tetti piatti di Shigatse, chiama “vita normale”.
E respiri un’aria diversa, non solo perché rarefatta.
Fin da bambino, Hu sgattaiolava agile tra le distese aride dell’altopiano senza un filo di fiatone, tra gli sguardi protettivi dei monaci che lo avevano trovato abbandonato in una culla diciassette anni prima. Continua a leggere

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