RECLUSE

“Posso? Mi hanno detto di chiedere a te” chiese Francesca affacciandosi alla porta della cucina.
L’imponente sagoma femminile intenta ad affettare zucchine non la degnò di attenzione.
“Scusa, so che sei impegnata. Marisa, giusto? Ti rubo solo qualche minuto, promesso” proseguì la giovane esitante.
tagliereIl colpo secco del coltellaccio sul tagliere segnò l’inizio della svogliata interruzione.
“Cosa vuoi?” sibilò il donnone di spalle asciugandosi le mani con uno strofinaccio.
“Ecco, io sono nuova qui. Sono entrata due settimane fa. Avevo chiesto alla ragazza della cella accanto alla mia, ma lei mi ha detto che qui dentro bisogna rivolgersi a te per queste cose”.
“Queste cose quali sarebbero? Non so di che parli”. Continua a leggere

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IL MIO PEGGIOR NEMICO

Ridacchio sotto i baffi e mi godo lo spettacolo di voi due.
Non so davvero come tu possa essere combattuta tra me e lui: non potremmo essere più diversi. O forse, a pensarci bene, è da questa nostra sfacciata dicotomia che deriva la tua indecisione cronica.
Sospesa a metà come un asino di Buridano, sei troppo concentrata sul tuo “Io-Ioooo” per accorgerti di chi vorrebbe farsi sbranare da te. Continua a leggere