L’ATTACCHINO

“Arriva per tutti il momento di osservare la realtà da una panchina. Se ci finisci a ventun anni, però, inizia a preoccuparti”. A questo pensava Iris, placidamente sprofondata di fronte al laghetto delle anatre da ormai un paio d’ore.
Università, esami, spinning, aperitivo in centro, status su Facebook, fai shopping compulsivo, corso di giapponese, volontariato al canile, chat di gruppo su Whatsapp: le sue giornate scorrevano con la soffocante frenesia dell’agenda di un amministratore delegato, risparmiandole la fatica di fermarsi a riflettere. Continua a leggere