CENTO PER CENTO ARABICA

La scena si svolge all’interno di un ristorante qualsiasi, con arredi anonimi dagli improbabili accostamenti  rosso/arancio. Sei accolto da una donna sorridente, il cui tono di voce suadente e cortese non fa presagire la tortura cui sarai sottoposto.

Capisci che la serata prenderà una brutta piega quando ordini due Prosecchi e la giovane Cicerona snocciola uno sterminato elenco di bottiglie che termina con un inesistente “Valdobbiadena” (?!); il lieve fastidio assume però subito la forma del “what the fuck” quando tu, ignaro, chiedi una bottiglia di minerale frizzante e lei, melliflua, ti porge la “CARTA DELLE ACQUE”. Continua a leggere