IL CAMALEONTE

“Buonasera, ho prenotato una stanza per questa notte”.
“Benvenuto, signore. Ha un documento?”.
“Ho il passaporto in valigia, ma non ricordo dove. È proprio necessario?”.
“Temo di sì, signore. Mi dispiace”.

Ci provo sempre, funziona di rado. Caro portiere di notte, ometto untuoso con una camicia bianca di qualche taglia fa: ti vedo mentre mi squadri svogliato, infastidito dall’interruzione del tuo horror di serie Z che ti stavi gustando dal televisorino anteguerra della tua polverosa reception. Chiedo venia per aver interrotto il tuo torpore nullafacente, ma avrei sonno e una certa necessità di infilarmi sotto una doccia bollente.
“Mr. John Austen. Are you English, Sir?”. Continua a leggere

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CENTO PER CENTO ARABICA

La scena si svolge all’interno di un ristorante qualsiasi, con arredi anonimi dagli improbabili accostamenti  rosso/arancio. Sei accolto da una donna sorridente, il cui tono di voce suadente e cortese non fa presagire la tortura cui sarai sottoposto.

Capisci che la serata prenderà una brutta piega quando ordini due Prosecchi e la giovane Cicerona snocciola uno sterminato elenco di bottiglie che termina con un inesistente “Valdobbiadena” (?!); il lieve fastidio assume però subito la forma del “what the fuck” quando tu, ignaro, chiedi una bottiglia di minerale frizzante e lei, melliflua, ti porge la “CARTA DELLE ACQUE”. Continua a leggere