CI SONO SEMPRE STATA

“Eppure io per lui ci sono sempre stata”.
La drammatica consapevolezza della sua natura da crocerossina non leniva il dolore, anzi, se possibile dilaniava la sua anima con ancor più ferocia, fino a farle rinnegare un’intera esistenza trascorsa al suo servizio.
C’era sempre stata, certo. E lo aveva sorretto con cieca determinazione da quando lei stessa ne aveva memoria. Lo aveva protetto dal resto del mondo, accecando con la luce dei suoi raggi la cattiveria e la meschinità  di chi avevano incontrato lungo il cammino. Continua a leggere

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MEZZERIA

“MEZZERIA”
(poesiucola ispirata da una foto scattata per caso)

Un amore da poco appassito
È una rosa calpestata
Adagiata esanime sull’asfalto umido
Al centro esatto della carreggiata

Il gambo avvolto dal buio
Della strada vecchia
Ancora affastellato delle spine
Che han forato le gomme
Delle tue certezze grigie

Il fiore rosso vivido
Risalta di gioia e sopita passione
Sulla linea bianca di mezzeria
Si affaccia timido a guardare oltre
E accenna appena al cambio di corsia

È ancora troppo presto
Per azzardare il sorpasso dei ricordi

R.R.

LA BRIGATA DEI CATTIVI ESEMPI

“È davvero sicuro di ciò che sta facendo? È ancora in tempo per ripensarci, signor Darwin”.

Le parole del dottor Spencer, presentatosi all’appuntamento con una montagna di documenti da firmare, risuonarono nella stanza minacciose e vagamente fuori luogo.
“Sicurissimo” ribatté senza esitazione.
“Lei non ironizza sul mio cognome, dottore, come tutti quelli che hanno saputo della mia decisione?” aggiunse.
Il battito cardiaco era appena aumentato vistosamente, come confermava l’elettrocardiogramma alla sinistra del suo letto.
“No, perché? Dovrei forse farlo?” sbraitò il dottore fendendo l’aria con le mani per attivare la procedura dal menù-ologramma sospeso sopra le loro teste.
“Non so. Dicono tutti che il mio cognome mi rende un predestinato”.

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LITTLE CORNER

“Eppure ti ho sempre voluto bene, sai?” pensò la piccola Melanie ricacciando un impercettibile groppone in gola.
“Ma guardati, sei proprio tu. Non avrei mai immaginato di rivederti. Tu forse non mi riconosci, così sporca e lurida accanto alla ragazza che mi ha adottato. È un’artista di strada, sì, di quelle con la custodia della chitarra lasciata sul marciapiede per accogliere le offerte dei passanti.
Chissà, forse la definiresti una mendicante. Io invece sono felice della mia nuova vita.
Lei si prende cura di me, mi vuole bene. Mi sto anche abituando al mio nuovo nome: mi ha ribattezzato Melanie”. Continua a leggere

ALL’ASILO RIDO

ALL’ASILO RIDO

“Teresa, giochi con me? Dai, scappiamo”.
La schiettezza di quel piccoletto di Gianni la colse di sorpresa.
“Ma che dici?! E se poi ci scoprono ancora?” nicchiò lei guardandosi attorno furtivamente con il terrore che qualcuno li stesse ascoltando.  Continua a leggere

STATUE VIVENTI

STATUE VIVENTI

“Oggi è Cupido. Gli si vedono i muscoli. È ancora più bello del solito”, pensò Monica.
Un bimbo esagitato spuntò dal portone di un palazzo, urlando: “Mamma, mamma, guarda che bello!”.
“L’ho pensato prima io, carino”, partorì la testa di Monica senza poter dare voce alle sue parole. Continua a leggere