CENTO PER CENTO ARABICA

La scena si svolge all’interno di un ristorante qualsiasi, con arredi anonimi dagli improbabili accostamenti  rosso/arancio. Sei accolto da una donna sorridente, il cui tono di voce suadente e cortese non fa presagire la tortura cui sarai sottoposto.

Capisci che la serata prenderà una brutta piega quando ordini due Prosecchi e la giovane Cicerona snocciola uno sterminato elenco di bottiglie che termina con un inesistente “Valdobbiadena” (?!); il lieve fastidio assume però subito la forma del “what the fuck” quando tu, ignaro, chiedi una bottiglia di minerale frizzante e lei, melliflua, ti porge la “CARTA DELLE ACQUE”. Continua a leggere

AVATAR

–          Ueh. Ti disturbo?

–          Ehi. Volevo giusto scriverti. Dov’eri finito?

–          Dove vuoi che vada? Sei tu che hai una vita interessante.

–          Dai, non è vero.

–          Credimi, è così. Facciamo un esperimento. Che fai nel weekend?

–          Niente di che. Stasera canto a Milano con la band, presentiamo il nuovo album.
Locale carino, sui Navigli. Sono previste un centinaio di persone. Domani sera vado con le amiche in quel localino nuovo aperto in centro. Avevi visto le foto dell’inaugurazione?

–          Sì, sì. Superfluo dire fossi splendida. Lo testimoniano i 76 like.

–          No, che dici? Merito della luce e del fotografo.

–          Palle. Anche quando ti fai i selfie, sei una favola. Continua a leggere

MUSICA LIQUIDA

No, non è la solita apologia del vinile e dei sapori antichi da Mulino che vorrei (ovvero quello senza Banderas). Il problema qui è più serio. Ascoltiamo musica distratti, come un perenne sottofondo ingurgitato mentre si fa tutt’altro. I CD? Oggetti d’antiquariato, più impolverati dei tomi Treccani che riposano in pace sull’ultimo ripiano della libreria Billy. Continua a leggere