LA RIUNIONE DI CONDOMINIO

“Manca qualcuno o possiamo cominciare?”.
È la voce stridula della professoressa Archibugi a fendere il distratto chiacchiericcio degli invitati.
“No, dovremmo esserci tutti” la rassicura il braccio destro rag. Attilio Guidi, accomodandosi per primo alla tavola rotonda di fronte all’inseparabile blocco degli appunti.
“Chi presiede l’assemblea di condominio in assenza dell’amministratore? Cosa dice la legge?”.
La precisazione puntigliosa della giovane Vittoria, abituata all’affermazione personale dal nome di battesimo e alla meticolosità dalla professione di Direttore Commerciale di una web agency, si insinua nella perfetta macchina organizzativa imbastita dai due promotori ingolfandone gli ingranaggi.

documento“Dovremmo nominare un Presidente tra i presenti e un segretario che si occupi del verbale” risponde la prof gelida.
“Questa però non è una vera e propria Assemblea: preferirei definirlo un incontro informale tra condomini con lo scopo di discutere amichevolmente di interessi comuni” aggiunge.
“Ma quali interessi comuni! Diciamo le cose come stanno: voi volete far fuori l’Amministratore. A me sta bene, anche se non sono d’accordo, però giochiamo a carte scoperte” tuona il Maestro Preziosi, pittore di chiara fama e inquilino dell’atelier al terzo piano.  “Sappiate che non amo le riunioni segrete convocate alle spalle del diretto interessato”.

Continua a leggere

CENTO PER CENTO ARABICA

La scena si svolge all’interno di un ristorante qualsiasi, con arredi anonimi dagli improbabili accostamenti  rosso/arancio. Sei accolto da una donna sorridente, il cui tono di voce suadente e cortese non fa presagire la tortura cui sarai sottoposto.

Capisci che la serata prenderà una brutta piega quando ordini due Prosecchi e la giovane Cicerona snocciola uno sterminato elenco di bottiglie che termina con un inesistente “Valdobbiadena” (?!); il lieve fastidio assume però subito la forma del “what the fuck” quando tu, ignaro, chiedi una bottiglia di minerale frizzante e lei, melliflua, ti porge la “CARTA DELLE ACQUE”. Continua a leggere

MEZZERIA

“MEZZERIA”
(poesiucola ispirata da una foto scattata per caso)

Un amore da poco appassito
È una rosa calpestata
Adagiata esanime sull’asfalto umido
Al centro esatto della carreggiata

Il gambo avvolto dal buio
Della strada vecchia
Ancora affastellato delle spine
Che han forato le gomme
Delle tue certezze grigie

Il fiore rosso vivido
Risalta di gioia e sopita passione
Sulla linea bianca di mezzeria
Si affaccia timido a guardare oltre
E accenna appena al cambio di corsia

È ancora troppo presto
Per azzardare il sorpasso dei ricordi

R.R.