LAKE IT OR NOT

Non è vero che il lago è malinconico: è solo pensieroso. Il lago ti osserva e riflette. Riflette per capire chi sei e cosa provi. Riverbera e fa da cassa di risonanza.

Ti vede gettare sulla superficie il sasso delle tue emozioni e le amplifica, creando cerchi concentrici tutto intorno.

Puoi contemplare la luce del sole sulle vette gonfie di neve e sentirti barca a vela sospinta dalla brezza; oppure puoi vedere soltanto gelide acque immobili, custodi di mostri dei tuoi abissi più profondi.

Lui è lì placido, da sempre. Sta a te decidere. Sta a te scegliere come guardarlo. Lagoduria o Lagonìa.

(Foto: Porto Ceresio)

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IL CAMALEONTE

“Buonasera, ho prenotato una stanza per questa notte”.
“Benvenuto, signore. Ha un documento?”.
“Ho il passaporto in valigia, ma non ricordo dove. È proprio necessario?”.
“Temo di sì, signore. Mi dispiace”.

Ci provo sempre, funziona di rado. Caro portiere di notte, ometto untuoso con una camicia bianca di qualche taglia fa: ti vedo mentre mi squadri svogliato, infastidito dall’interruzione del tuo horror di serie Z che ti stavi gustando dal televisorino anteguerra della tua polverosa reception. Chiedo venia per aver interrotto il tuo torpore nullafacente, ma avrei sonno e una certa necessità di infilarmi sotto una doccia bollente.
“Mr. John Austen. Are you English, Sir?”. Continua a leggere

PAST WORDS

“E chi si ricorda la password?!”.
Osservo imbambolato la fioca luce del monitor nel buio pesto del soggiorno.
L’E-commerce notturno sarebbe un sottile piacere della vita per chi soffre d’insonnia, se solo non fosse per la piaga biblica delle password abbandonate come relitti su server dove ci si è registrati anni prima.
Finisce sempre così, rifletto inviperito nel vano tentativo di raccogliere le idee.
Vedi quel gadget che ti piace, quell’accessorio che non pensavi di volere e che invece ora ti pare indispensabile, lo aggiungi al carrello e al momento di concludere l’acquisto è come se ti fermassero sul nastro trasportatore al supermercato chiedendoti il passaporto.
“Cazzo, non me la ricordo la password di questo sito, OK?” urlo nel silenzio immobile delle 3:23.
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CI SONO SEMPRE STATA

“Eppure io per lui ci sono sempre stata”.
La drammatica consapevolezza della sua natura da crocerossina non leniva il dolore, anzi, se possibile dilaniava la sua anima con ancor più ferocia, fino a farle rinnegare un’intera esistenza trascorsa al suo servizio.
C’era sempre stata, certo. E lo aveva sorretto con cieca determinazione da quando lei stessa ne aveva memoria. Lo aveva protetto dal resto del mondo, accecando con la luce dei suoi raggi la cattiveria e la meschinità  di chi avevano incontrato lungo il cammino. Continua a leggere

LA RIUNIONE DI CONDOMINIO

“Manca qualcuno o possiamo cominciare?”.
È la voce stridula della professoressa Archibugi a fendere il distratto chiacchiericcio degli invitati.
“No, dovremmo esserci tutti” la rassicura il braccio destro rag. Attilio Guidi, accomodandosi per primo alla tavola rotonda di fronte all’inseparabile blocco degli appunti.
“Chi presiede l’assemblea di condominio in assenza dell’amministratore? Cosa dice la legge?”.
La precisazione puntigliosa della giovane Vittoria, abituata all’affermazione personale dal nome di battesimo e alla meticolosità dalla professione di Direttore Commerciale di una web agency, si insinua nella perfetta macchina organizzativa imbastita dai due promotori ingolfandone gli ingranaggi.

documento“Dovremmo nominare un Presidente tra i presenti e un segretario che si occupi del verbale” risponde la prof gelida.
“Questa però non è una vera e propria Assemblea: preferirei definirlo un incontro informale tra condomini con lo scopo di discutere amichevolmente di interessi comuni” aggiunge.
“Ma quali interessi comuni! Diciamo le cose come stanno: voi volete far fuori l’Amministratore. A me sta bene, anche se non sono d’accordo, però giochiamo a carte scoperte” tuona il Maestro Preziosi, pittore di chiara fama e inquilino dell’atelier al terzo piano.  “Sappiate che non amo le riunioni segrete convocate alle spalle del diretto interessato”.

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