TU SORRIDI STRANA

Poesiola libera, involontario omaggio a Guido Catalano.

tu sorridi strana

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PASSERÒ SOLITARIO

Giorni fa mi ha svegliato all’alba il dolce canto di un uccellino.
Ho pensato di dedicargli il mio primo sonetto a endecasillabi, con tradizionale schema metrico ABBA – ABBA | CDE – CDE. Cip.

Passerò Solitario finale

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IL PARADOSSO PUÒ ATTENDERE

Non sono pigro. Sono come Fabio: al Massimo un Temporeggiatore.
Più che rinviare, differisco. Differisco dagli altri per distinguermi.
Soddisfo i miei desideri lasciandoli per ultimi. È una forma di ap-pagamento dilazionato.

La frenesia ti riduce schiavo degli eventi: il “tutto sùbito” è un “tutto subìto” che non fa per me. È un attimo sbagliare accento per la fretta e ritrovarsi in balìa della bàlia più impietosa: il tempo.
Più ne ritagli, più ti piomba addosso come un sasso che schiaccia le tue forbici.
La morra è una cosa meravigliosa. Per lui, il tempo, che vince sempre. Ecco perché non faccio il suo gioco e aspetto.
Mi faccio rapire da una banda di emozioni e attendo incappucciato il momento del mio personale riscatto. Sempre che qualcuno voglia pagarlo.

attesaE pensare che quella volta mi ero ripromesso di agire:
“Basta procrastinare!”. “Tra un po‘ giuro che lo faccio” dissi poi, invischiandomi nel paradosso. OK, forse sono pigro. E allora aspetto.
L’aspetto è tutto, oggigiorno.
Prima o poi verrà il mio momento.

Io intanto bevo e mi preparo a una colossale piena.
Mi trovate seduto lì: sull'”arriva” del fiume.

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LITTLE CORNER

“Eppure ti ho sempre voluto bene, sai?” pensò la piccola Melanie ricacciando un impercettibile groppone in gola.
“Ma guardati, sei proprio tu. Non avrei mai immaginato di rivederti. Tu forse non mi riconosci, così sporca e lurida accanto alla ragazza che mi ha adottato. È un’artista di strada, sì, di quelle con la custodia della chitarra lasciata sul marciapiede per accogliere le offerte dei passanti.
Chissà, forse la definiresti una mendicante. Io invece sono felice della mia nuova vita.
Lei si prende cura di me, mi vuole bene. Mi sto anche abituando al mio nuovo nome: mi ha ribattezzato Melanie”. Continua a leggere

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ALL’ASILO RIDO

“Teresa, giochi con me? Dai, scappiamo”.
La schiettezza di quel piccoletto di Gianni la colse di sorpresa.
“Ma che dici?! E se poi ci scoprono ancora?” nicchiò lei guardandosi attorno furtivamente con il terrore che qualcuno li stesse ascoltando.  Continua a leggere

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JOY ROTATION

“Dottore, siamo pronti. L’intervento inizia fra due minuti” annunciò asettica la giovane alla sua sinistra.
“Si comincia” intimò la giunonica prima infermiera alla sua destra con un tono che non ammetteva repliche.
Il chirurgo si guardò attorno stranito. Osservò il vecchio orologio da parete della sala operatoria e sollevò nervosamente le braccia avvolte dal camice nel maldestro tentativo di tamponare il sudore che gli imperlava la fronte.
“Come pensa di procedere, dottore?” continuò perentoria la donna.
Il medico deglutì visibilmente imbarazzato.
“Io … non so, a dire il vero” confessò dopo qualche secondo.
“Che significa non so, dottore?”. Continua a leggere

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VIAGGIO IN GHIRLANDA

L’Irlanda è perfida. Ti gira attorno, ti circuisce, ti avviluppa da Nord a Sud.
È più Ghirlanda, a pensarci bene. Una ghirlanda di foglie verdi e fiori variopinti che ti si posa in testa, ci entra e si stabilisce come un inquilino impossibile da sfrattare.

L’Irlanda è musica, gioia, ospitalità, modestia, bontà d’animo e paesaggi da lasciarci il fiato. Banale finché vuoi, ma questo è.

L’Irlanda è San Patrizio. Ha convertito i celti al cristianesimo, ma non li convincerà mai a guidare dal lato giusto della strada. E allora affronti le rotonde tuffandoti a sinistra, nella speranza di non trovare San Pietro oltre l’incrocio.  Continua a leggere

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